Cosa accade dopo un evento traumatico

Un evento traumatico porta con se conseguenze che investono tutta la persona nel suo insieme. Le risposte che il nostro organismo attua per fronteggiare la crisi post trauma molto spesso, seppur dolorose, si risolvono senza un aiuto esterno perché abbiamo in noi tutto il potenziale per affrontare una situazione difficile.
Ma non tutte le persone reagiscono allo stesso modo: le risposte possono variare dal completo recupero con il ritorno ad una vita normale in un breve periodo, fino a reazioni più gravi che impediscono di recuperare una buona qualità di vita. Ciò accade perché si continua a soffrire per l’evento traumatico anche a distanza di tempo dall’evento stesso.
Nei racconti le persone riportano di provare le stesse terribili sensazioni come se il passato si riattualizzasse sempre, e per questo non riescono a condurre una vita soddisfacente; è come se non si riuscisse a elaborare quanto accaduto, e si percepisse sempre viva la situazione di pericolo imminente.
La persona traumatizzata vive durante la giornata e la notte ricordi, pensieri e flashback riguardanti l’episodio traumatico. Ne conseguono problemi correlati al sonno, alla sua quantità e qualità. Il sonno (quando c’è) è leggero, e spesso viene interrotto da incubi o sogni ricorrenti l’evento. Di conseguenza la persona ha difficoltà a concentrarsi sulle attività quotidiane sia per stanchezza e privazione del sonno, sia per i ricordi intrusivi che si presentano improvvisamente nella mente e si accompagnano ad un senso di profondo disagio. Cresce la paura verso il domani perché cambia il significato della vita: ci si rende conto di essere molto vulnerabili e si è preoccupati rispetto alla possibilità che l’evento traumatico possa riattualizzarsi. Questo stato di elevata preoccupazione può creare alti livelli di conflittualità e incomprensione nelle persone care e quindi aumentano le difficoltà da gestire: non ci sono solo i malesseri presenti a livello intrapsichico, ma anche quelli presenti a livello relazionale e sociale.
Si accompagnano a questa situazione di malessere anche problemi fisici come ad esempio mal di stomaco, stanchezza, tachicardia….Raramente, ma possibile, si può avere come conseguenza al trauma l’incapacità di riconoscere e identificare le emozioni provate definita con il termine di alessitimia.
Pensiamo quanto può disorientare provare un malessere e non saperlo identificare o ancora provare una sensazione di distacco rispetto alla realtà interna, intrapsichica, ed esterna.
Allora quando è necessario cercare un aiuto? Quando ci si rende conto che le reazioni e i sintomi sono del tipo descritto e non si risolvono spontaneamente nell’arco di sei mesi, ma permangono fino ad arrivare a quote di elevata sofferenza con una persistente difficoltà di elaborazione. Il rischio psichico risiede non nella fisiologica ‘crisi’ post trauma, che può rappresentare anche un’evoluzione positiva per l’individuo, ma risiede nella possibilità di una ‘rottura’ dell’equilibrio personale.

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Cinzia Ausilia Lupi

Cinzia Ausilia Lupi

Psicologa dell’infanzia, Psicoterapeuta e gruppoanalista, Iscr. Albo Psicologi Lazio n. 13616