GESTIRE IL CONFLITTO CON I BAMBINI..una riflessione

Dopo aver urlato, sgridato, per non essere stati ascoltati, ubbiditi, dobbiamo come adulti responsabili porci delle domande, se vogliamo tentare di trasformare il “post – momentaccio” in un passo verso il miglioramento. Sicuramente, riflettere sull’accaduto, fare il punto della situazione e tornare indietro, è una strada che ci permetterà di capire cosa sia successo e perchè é successo. Muro contro muro difficilmente rappresenta la soluzione più produttiva, in genere porta noi adulti ad agire anzi a reagire con rabbia e conseguente frustrazione,forse meglio la strada della mediazione, ma…con noi stessi innanzitutto.
Questo, se ci pensate, è lo stesso anche nei conflitti tra adulti: se nella conversazione partono urlacci e insulti, coprendo con il tono di voce l’interlocutore riversando su di lui il mio nervosismo, non otterrò molto perché l’altro si chiuderà in se stesso oppure urlerà a sua volta per farsi sentire e per darmi tutta la sua rabbia. Se al contrario cerco di capire cosa davvero mi sta dando fastidio, con chi sono veramente arrabbiato e perché e lo dico con sincerità e con tono fermo, assertivo, è probabile che ci si apra al dialogo. Lo sappiamo, leggendo qualcuno penserà…ma una sculacciata no? Pensiamo che ogni genitore agisca con amore e al meglio delle sue possibilità. Ma una riflessione dopo i conflitti, le urla anche fossero per quelli che vengono definiti a volte come capricci occorre farla se vogliamo costruire un rapporto positivo. Non sempre volere la maglietta gialla a tutti i costi anche se è sporca può essere liquidato come un capriccio fien a se stesso.

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Cinzia Ausilia Lupi

Cinzia Ausilia Lupi

Psicologa dell’infanzia, Psicoterapeuta e gruppoanalista, Iscr. Albo Psicologi Lazio n. 13616