I BAMBINI IMPARANO ATTRAVERSO IL CORPO. Mi muovo, conosco e imparo!

di Lupi Cinzia Ausilia – psicoterapeuta.
Apprendere nei primi anni di vita significa imparare a conoscere se stessi e il mondo attraverso la percezione e il movimento e i sensi. Parlare, camminare sono primariamente azioni che il bambino “fa” attraverso l’esperienza diretta di sè sul mondo che lo corconda. Le azioni e i movimenti che il bambino fa hanno un ruolo centrale nei processi di rappresentazione mentale del mondo a partire dalle fasi più precoci della sua esistenza.
Toccando, manipolando, esplorando con le mani, con la bocca il bambino crea la sua mappa mentale cioè la sua idea di come le cose sono, di quale consistenza, sapore, odore e di come si entra in relazione con esse. Questo perché l’apprendimento nel bambino piccolo è inizialmentne di tipo sincretico – globale: impara perchè si immerge e diventa tutt’uno con l’oggetto che sta conoscendo. I bambini piccoli non imparano molto attraverso la sola riflessione e il ragionamento, quindi per rendere significativi gli apprendimenti è fondamentale sperimentare, usare i sensi, i gesti, le posture, i movimenti, le emozioni.
Sovente noi adulti ostacoliamo il bambino in questo suo modo di apprendere attraverso il fare.…esperienza e conoscenza. Possiamo intervenire troppo presto, inibendo un’attività o anche facendo noi al suo posto, pronunciando insegnamenti piuttosto che permettere al bambino stesso di poter raggiungere il suo obiettivo con noi accanto. Così facendo non solo impediamo ai bambini di sperimentare il movimento e dunque conoscere, ma lo limitiamo nella costruzione del suo personale senso del mondo. Pensiamo a quanto questo nostro atteggiamento adultocentrico possa essere invalidante o inibitorio per il bambino, certo per noi è rassicurante. Ma se desideriamo far crescere i bambini sicuri di se stessi, bisogna che tolleriamo noi per primi un certo livello di ansia (genitoriale), e loro devono poter sperimentare con libertà l’ambiente dove vivono. Occorre saper discernere tra il lasciare fare da solo il bambino, dall’ aiutarlo a fare da solo con noi accanto a vigilare.
Dovremmo imparare ad assecondare il loro bisogno di attività e di autonomia prima di tutto predisponendo l’ambiente a questa esplorazione. Tollerando anche un livido o un graffio. E poi in fondo i bambini sono così buffi e divertenti nel loro sperimentare, e quanta soddisfazione possiamo provare nel vedere che riescono.
Assecondiamo un: “No. faccio da solo!”
In conclusione, un accenno alla correlazione tra attività, schemi motori e prerequisiti dell’apprendimento scolastico. Per pre-requisiti si intende un insieme di abilità che devono essere strutturate e automatizzate prima dell’ingresso alla scuola primaria e che permetteranno al bambino di raggiungere gli apprendimenti scolastici (ad esempio scrittura e lettura). I bambini che non hanno ancora raggiunto uno stadio adeguato di sviluppo delle funzioni psicomotorie, ossia corporee, sensoriali, percettive potrebbero incontrare problemi nell’apprendimento scolastico. Approfondiremo questa correlazione in un prossimo articolo.
Quindi giocare non è solo un gioco, ma per un bambino piccolo è il modo più veloce e gratificante per apprendere.

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Cinzia Ausilia Lupi

Cinzia Ausilia Lupi

Psicologa dell’infanzia, Psicoterapeuta e gruppoanalista, Iscr. Albo Psicologi Lazio n. 13616