Il dilemma del porcospino e l’empatia

Alcuni porcospini, in una fredda giornata d’inverno, si strinsero vicini, vicini, per proteggersi, col calore reciproco, per non rimanere assiderati. Ben presto, però, sentirono le spine reciproche; il dolore li costrinse ad allontanarsi di nuovo l’uno dall’altro. Quando poi il bisogno di riscaldarsi li portò nuovamente a stare insieme, si ripeté quell’altro malanno; di modo che venivano sballottati avanti e indietro fra due mali e cosi continuò finché non ebbero trovato una moderata distanza reciproca, che rappresentava per loro la migliore posizione. Cosi accade agli uomi…la distanza media che riescono  a trovare nelle relazioni e grazie alla quale è possibile una coesistenza, si trova nella cortesia e nelle buone maniere e nel rispetto delle prorpie individualità. Cosi  il bisogno di calore e vicinanza di cui si ha bisogno è soddisfatto (forse per alcuni  in modo incompleto), ma in compenso non si soffre delle spine altrui.
Questa sotria pur nella sua semplicità, ci avvicina alla comprensione di  come ciascuno abbia uno spazio vitale da rispettare. Dunque.. avvicinarsi…ma non troppo. Comprendere le dimensioni e la natura del nostro  e dell’altrui  spazio vitale è un primo importante passo verso l’empatia.

Arthur Schopenauer

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Cinzia Ausilia Lupi

Cinzia Ausilia Lupi

Psicologa dell’infanzia, Psicoterapeuta e gruppoanalista, Iscr. Albo Psicologi Lazio n. 13616