IL POTERE CALMANTE DELLE PAROLE

Per calmare un bambino a volte basta nominare l’emozione che lui prova o che il genitore stesso sente crescere dentro si sé, come un rispecchiamento. Se il bambino comprende ciò che gli accade grazie all’adulto che gli parla, si rasserena. Ciò è vero tanto più i bambini sono piccoli, già nell’età prescolare sono in grado di comprendere, grazie all’adult,o ciò che sentono, ma non sanno dire come si chiama “quella cosa”. Spesso quelli che vengono comunemente indicati come capricci si chiamano frustrazione, rabbia, dipiacere… Proviamo a vedere un capriccio come un’azione e reazione comportamentale ed emotiva che ha un valore di comunicazione per il genitore.

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Cinzia Ausilia Lupi

Cinzia Ausilia Lupi

Psicologa dell’infanzia, Psicoterapeuta e gruppoanalista, Iscr. Albo Psicologi Lazio n. 13616