IL RACCONTO DI SE’ NELLA COSTRUZIONE DELLA NOSTRA IDENTITA’

Il passato non è immobile ma conserva un movimento

Guardarsi indietro per sapere chi siamo oggi, è cosi che il passato cura: quando diventa promessa di un ulteriore futuro. Raccontare a noi stessi la nostra vita con un dialogo interiore, è l’inizio di una fase della nostra maturità. Essere capaci di organizzare il passato e riflettere sul presente è una qualità importante dell’essere adulti. Un bambino ricorda per un ordine temporale cioè  per un prima e per un dopo, ma è solo nella maturità che la cronaca della nostra vita diventa storia. I ricordi sono regolati dagli affetti quanto più abbiamo vissuto intensamente nel dolore, con il piacere, tanto più i ricordi diventano indelebili e torneranno alla memoria in momenti impensati. Chiederci quanto siamo distanti da quell’ideale di noi, leggere tra le righe i successi e i fallimenti, senza lagnanze ma con un po’ di pace, data dall’accettazione che la vita è fatta di complessità e  zone d’ombra.Il pensiero autobiografico  è  una forma di liberazione e di avvicinamento verso noi stessi mentre costruiamo  ancora una volta la nostra vita. Ed è cosi che il nostro passato ci ri-appartiene in un modo nuovo. Ogni nostro ricordo è sempre una diversa versione di quanto avvenuto il cui segno resta in noi. È  una dialogo intimo tra la coscienza dei propri limiti e la fantasia della loro superamento. Narrarsi, è lì che si trova il significato della nostra vita che incomincia a delinearsi grazie alla capacità adulta di stabilire connessioni e…… primi  bilanci. I ricordi si riorganizzano e i frammenti diventano una trama, la trama della nostra identità. È così che la maturità corrisponde alla presenza  di noi stessi. Ricordare è un’azione contro l’oblio, contro il dimenticare. Ricordare vuoldire sapersi emozionarsi ancora, sorprendersi di nuovo, scoprirsi  capaci di ricordare è emozionante.  Rivedere i paesaggi ingrandendo dettagli soffermandosi a guardare meglio ciò che c’è appartenuto e dunque è stato presente ma comprendere le mancanze e le assenze. Senza recriminazioni né assoluzioni, ma tendendo verso la meraviglia di quello che siamo oggi seppur lontani dall’ideale che avevamo. Ma autentici nell’oggi, nel presente.

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Cinzia Ausilia Lupi

Cinzia Ausilia Lupi

Psicologa dell’infanzia, Psicoterapeuta e gruppoanalista, Iscr. Albo Psicologi Lazio n. 13616