La trasformazione del trauma in opportunità…quando la ferita diventa feritoia

Vivere esperienze traumatiche lascia profonde ferite che diventano nel tempo i nodi della nostra esistenza; ci consentono di cambiare la percezione di ciò che ci circonda, di ciò che si è.
Ma le ferite possono essere aperture e feritoie da dove guardare il mondo in modo diverso, evolutivo e trasformativo perché il trauma può portare aspetti di crescita personale e una motivazione al cambiamento. La possibilità di cambiare è in connessione con la “capacità” di affrontare gli eventi critici. L’impatto psicologico di un evento traumatico è doloroso, sconvolgente: cambia la percezione di chi siamo, il sistema di valori a cui si crede, cambiano le relazioni personali, sociali, lavorative e i legami famigliari.
Ma una crisi può essere generativa: il cambiamento riguarda la consapevolezza di sé, delle proprie capacità e risorse interiori, cercando di sviluppare un atteggiamento attivo verso il futuro attraverso la realizzazione di nuovi progetti di vita.
Nell’affrontare attivamente “il nuovo” può assolutamente crescere il senso di efficacia e l’autostima, ma questo non avviene senza dolore. È un passaggio che contiene una trasformazione che può comportare una crisi valoriale e di significato della propria esistenza: chi sono? Pensavo di essere capace di..? E adesso come farò a..? Cosa penseranno di me gli altri..?. I sentimenti di paura, vergogna, il senso di estraneità, lo spaesamento sono dolorosi, tolgono il sonno, l’appetito, le forze, ma possono essere affrontati.Confrontarsi con queste esperienze significa ridefinire le propria vita ed è in questo che sta la possibilità di evolvere.
Il cambiamento della proprie regole di vita nasce dalla messa in discussione su cosa sia stata la propria esistenza fino a ‘quel’ giorno. Se ci diamo la possibilità di sviluppare un atteggiamento proattivo abbiamo la possiamo entrare in profondo contatto con le nostre emozione e la capacità di condividerle e viverle con le persone che riteniamo importanti. Questo comporta una ridefinizione dei rapporti sociali e famigliari e può essere fonte di gioia, ma anche di dolore se il cambiamento non è compreso dagli altri.
Ma su cosa di basa il percorso post-traumatico per essere positivo e generativo?…..Sulla resilienza e sulle capacità di coping.
La resilienza cheèlatendenza a mantenere un equilibrio nel nostro funzionamento, nonostante ….tutto! E’ una reazione psicologica efficace.
Il coping rappresenta l’insieme delle strategie e degli sforzi messi in atto per gestire le richieste dell’ambiente in relazione alle risorse che si hanno: è una valutazione dell’equilibrio tra ambiente e individuo. In un prossimo articolo approfondiremo proprio questo aspetto.
Tutti abbiamo la possibilità di migliorare la capacità di rispondere in modo attivo ad un evento traumatico perché tutti possiamo sviluppare le nostre abilità di coping. Infatti non possiamo definire una persona come completamente passiva o completamente attiva… sarebbe la fine pensare di reagire sempre allo stesso modo non facendo così buon uso delle esperienze: la capacità di reazione ed azione di una persona è variabile nel tempo e nelle diverse situazioni. Possiamo quindi sempre investire in noi stessi anche se fino “a quel” momento non ci è sembrato possibile!!

Bibliografia
 Per i contributi sula resilienza potete visitare il nostro Blog
*Cyrulnik B.,Malaguti E., (a cura), Costruire la resilienza. Ed. Erickson-Tn
 *Lazarus, R. S., Averill, J. R., & Opton, E. M. (1974). The Psychology of Coping: Issue of *Research and Assessment. In G. V. Coelho, D. A. Hamburg, & J. E. Adams (Eds.).Coping and Adaptation, Basic Books, New York.
 *Oliviero Ferraris A., 2003, Resilienti: la forza è con loro. In Psicologia Contemporanea, 179, 18-25.

Author Info

Cinzia Ausilia Lupi

Cinzia Ausilia Lupi

Psicologa dell’infanzia, Psicoterapeuta e gruppoanalista, Iscr. Albo Psicologi Lazio n. 13616