L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nelle sue linee guida per le medicine tradizionali e medicine complementari/alternative, tra cui l’osteopatia, ha riconosciuto in queste un valido ruolo per aiutare, proteggere e migliorare la salute ed il benessere dei cittadini dal neonato all’anziano

L’OMS definisce l’osteopatia “professione sanitaria di contatto primario con competenze di diagnosi, gestione e trattamento dei pazienti” indicando tra l’altro le competenze, i requisiti ed i possibili percorsi formativi del professionista.

L’osteopatia si rivolge in particolare a tutti i disturbi di origine funzionale, potendo intervenire in alcuni di quelli organici come sostegno e contributo ad altre cure e si integra con tutte le altre professioni sanitarie sia mediche che non mediche.

L’applicazione pratica dell’osteopatia si basa sulla relazione tra struttura e funzione non solo all’interno del sistema muscolo-scheletrico ma anche in rapporto a tutti gli altri apparati e sistemi. L’osteopata non si limita, quindi, alla diagnosi e al trattamento dei disturbi muscolo-scheletrici, ma si preoccupa di come la biomeccanica di tale sistema si integra con la fisiologia dell’intero organismo, sostenendola; le caratteristiche delle metodiche terapeutiche e le modalità delle tecniche utilizzate la differenziano in maniera sostanziale dall’approccio e dalle competenze delle altre figure sanitarie come il fisioterapista, con il quale per altro sono possibili strategie collaborative a tutto vantaggio del paziente.

Il trattamento Osteopatico nello specifico
Il trattamento osteopatico mira alla risoluzione delle disfunzioni somatiche attraverso specifiche tecniche definite “normalizzazioni osteopatiche” che sono proprie di tale professione, senza sconfinare nelle competenze e mansioni di altre professioni sanitarie. Durante la ricerca delle “disfunzioni somatiche”, infatti, l’osteopata potrebbe individuare o sospettare possibili problematiche che esulano dalla propria competenza; in tal caso, l’osteopata ha l’obbligo di segnalare il sospetto direttamente al paziente e/o al medico curante e/o specialista che individueranno i percorsi diagnostici e terapeutici appropriati. Tutto a vantaggio dei pazienti, che in taluni casi, possono beneficiare di diagnosi mediche precoci all’interno di un lavoro tra professionisti che collaborano in modo sinergico. Ad esempio, nel caso di dolori fisici che derivano da problematiche psicologiche, quali stress, ansia, tensioni interiori ecc, la collaborazione tra osteopata e psicologo può facilitare nel paziente il raggiungimento del benessere psico-fisico per una migliore qualità di vita.