La psicoterapia è una forma di trattamento psicologico che utilizza la relazione come canale di cura da una psicopatologia attraverso un aumento della consapevolezza e di una percezione corretta dei processi psichici nella finalità comune del superamento della dimensione psicopatologica. La durata di una psicoterapia può essere breve, medio-breve e lunga. Ciò dipende dal problema presentato all’attenzione del clinico e degli obiettivi che insieme, terapeuta e paziente si danno e dalla motivazione con cui il paziente accede alla psicoterapia. La psicoterapia può essere individuale, familiare o gruppo.
Generalmente, si accede alle cure cliniche quando si sente in maniera persistente una condizione di forte inadeguatezza a livello personale, ed ancor più se questa coinvolge altri contesti come quello affettivo-familiare, professionale e sociale, sperimentando in tali contesti situazioni di conflitto ed ansia.

Quando una persona adulta chiede un appuntamento con lo psicoterapeuta è perché le strategie e le risorse che ha attivato fino a quel momento in modo autonomo per risolvere il proprio disagio non hanno dato l’esito sperato, cioè la soluzione del problema e il raggiungimento di uno stato di benessere. All’interno del colloquio clinico i sintomi e i segnali di disagio che il paziente porta, trovano uno spazio che consente di essere narrati, compresi ed elaborati. Sovente nell’età adulta i problemi e le difficoltà sperimentate in prima persona si associano a quelli lavorativi, familiari e sociali e così lo psicoterapeuta cerca di capire, insieme al paziente, che cosa sta succedendo e cosa si può fare.
La psicoterapia del minore, comunemente detta psicoterapia dell’infanzia, si occupa di tutte quelle difficoltà che il bambino incontra nelle fasi di sviluppo in ogni suo ambito: cognitivo, affettivo, emotivo, relazionale e sociale. Il lavoro con i minori è un lavoro a più ‘voci’ poiché si svolge in collaborazione con i principali contesti di vita del bambino: la famiglia, la scuola, e in generale i contesti di continua frequentazione del bambino. Questa struttura del lavoro con i minori è fondamentale perché per aiutare il bambino occorre aiutare gli adulti di riferimento a comprendere da dove nascono le difficoltà che il bambino manifesta, quale il loro significato e quali risorse possono essere attivate per risolverle. Non ultimo il professionista ottiene da questa collaborazione importanti informazioni sul funzionamento bambino. Spesso è necessario costituire un gruppo di lavoro, chiamato équipe, costituito dalle figure curanti e dalle persone significative per il bambino che si incontra a cadenza regolare per stabilire un progetto di cura, monitorare i traguardi raggiunti e consolidati per poi se necessario stabilirne di nuovi.
Tutte le coppie affrontano delle difficoltà: a volte si riesce a superarle con successo, altre volte il superamento è solo apparente. Quando le difficoltà non riescono ad essere affrontate e risolte con efficacia, la coppia può entrare in crisi esprimendo un disagio nell’ambito relazionale (incomprensioni nella comunicazione, alta conflittualità, mancanza di progettualità, senso di insoddisfazione personale) e/o sessuale (mancanza o diminuzione del desiderio, difficoltà sessuali specifiche di uno o entrambi i partner). Tra le problematiche che possono nascere all’interno di una relazione sentimentale, i disturbi sessuali hanno un notevole impatto. I disturbi sessuali spesso sono vissuti dalla coppia come problematiche totalmente a carico del partner che ne soffre; in realtà, un disturbo sessuale che si presenti all’interno di una coppia non è mai un problema del singolo, ma è da considerare come un problema della coppia, che nasce e si rinforza come segnale manifesto di un problema relazionale. Lo scopo della terapia di coppia non è necessariamente salvare un matrimonio in crisi: assumendosi la responsabilità, infatti, la coppia diventa libera di scegliersi o non scegliersi. Durante gli incontri può succedere che la coppia possa maturare la consapevolezza di non avere più motivazione nella costruzione di un “noi”: in questi casi, scopo della terapia sarà aiutare la coppia ad affrontare con equilibrio una separazione che altrimenti potrebbe essere gestita in modo inadeguato o aggressivo.
La psicoterapia attraverso il gruppo si basa su una concezione multi-personale della personalità e della mente. Cioè l’individuo e la sua mente emergono dall’interazione che hanno all’interno di una comunità e trovano le loro radici nell’esperienza sociale: l’individuo è concepito in relazione all’ambiente e l’ambiente stesso è concepito in relazione all’ individuo. La psicoterapia attraverso il gruppo pensa al gruppo come risultante dell’interazione fra le persone che ne fanno parte, e la persona è la risultante dei gruppi che attraversano la sua storia di vita. Il primo gruppo di riferimento è il gruppo interno di una persona, cioè quello che sente e porta dentro di sé che possiamo rintracciare in qualche modo nelle risposte a queste domande:” Chi sono? Da dove vengo?”. Fondamentali nello sviluppo della nostra identità sono anche le reti dei gruppi che non appartengono alla famiglia ma che diventano importanti riferimenti per la nostra crescita. Pensiamo a quanto i gruppi siano importanti nel periodo preadolescenziale e adolescenziale. Questi gruppi (famigliari, adolescenziali, ed in generale i gruppi che sentiamo significativi) indicano le nostre origini, le credenze che abbiamo, cioè cosa credo sia importante per me, quale il mio personale modo stare con gli altri. Al crocevia delle reti relazionali di cui facciamo parte nasce e si evolve la nostra identità.

Faq

Penseranno che sono pazzo se vado dallo psicoterapeuta?
I miei amici e la famiglia possono aiutarmi?
Sarò dipendente dallo psicoterapeuta?
Dovrò essere analizzato?