Psicoterapia e favole

Nella pratica clinica molti sono gli strumenti che possono essere utilizzati a sostegno del lavoro terapeutico: prescrizioni create ad hoc per ogni singolo paziente in base al suo disagio e alla sua personalissima storia, visione di film, di lungometraggi o cortometraggi animati, metafore, aforismi, ecc.

Nel mio lavoro mi capita anche di utilizzare la lettura di libri per stimolare una presa di contatto maggiore con le proprie emozioni;credo, infatti, che la lettura sia uno degli strumenti più potenti per stimolare delle riflessioni, agevolando il cambiamento.

Attraverso la lettura di una storia altra da sé, si può avere l’opportunità di ri-leggere la propria personalissima storia dandogli un nuovo senso e significato.

C’è un libro a cui sono molto legata e che mi ha profondamente colpito sin dalla lettura della prima pagina; una favola di Marcia Grad Powers dal titolo “La principessa che credeva nelle favole” ed oggi vorrei introdurvi nel mondo della sua protagonista, la principessina Victoria.

La principessina Victoria era una bambina allegra e sorridente che amava giocare fantasticando sull’arrivo di un bel principe azzurro pronto a salvarla dai pericoli e dalle insidie. Nella testa della principessina Victoria abitava la sua amica Vicky; le due amiche erano inseparabili, seppur molto diverse: infatti, mentre Vicky era vivace e rumorosa, Victoria cercava di mantenere la calma per seguire a dovere tutte le regole della famiglia reale per poter diventare un giorno una principessa perfetta. Ma per quanto Victoria ci provasse ad essere perfetta, non le riusciva mai, sentendosi, così, non meritevole dell’amore di sua madre e suo padre, il re e la regina. Victoria, allora, rimproverava Vicky, dandole la colpa di tutti gli errori commessi e Vicky si mortificava, sentendosi sbagliata e inadeguata. Dopo essere stata sgridata dal re e presa per una “pazza”, Victoria decide di rinchiudere per sempre Vicky dentro un armadio, lasciandola sola, triste e abbandonata. Da quel momento, Victoria riuscì a seguire tutte le regole reali fino a diventare una principessa perfetta e non più considerata “strana e ribelle”.

Un giorno Vicoria incontra un principe e se ne innamora, felicissima di aver finalmente trovato il suo principe azzurro, pronto a salvarla dai pericoli, esattamente come aveva sempre sognato da bambina… il suo sogno più grande si è realizzato ed allora Victoria sente di voler condividere la sua felicità con la sua amica Vicky. Le due amiche, dopo un’iniziale ritrosia da parte di Vicky, si riabbracciano e tornano ad essere un corpo ed un’anima. Ma non essendo tutto oro quello che luccica, il principe si rivela ben presto diverso da quanto sognato e le due amiche, triste, deluse ed amareggiate tentano in ogni modo di capire cosa sia successo, per cambiare le cose e farle tornare come un tempo. Ma più passavano i giorni e più le cose peggioravano; Victoria e Vicky, allora, decidono di andarsene e partono per un viaggio alla ricerca della verità con il gufo Doc, un dottore esperto di affari di cuore.

Ho raccontato fin qui quello che è solo l’inizio di questa bellissima storia, per non rovinare la lettura a quanti volessero acquistarlo e leggerlo.

La prima parte della favola, ci introduce in un mondo fatto di regole e ordini, dove la nostra principessina così vivace e allegra, vive sentendosi costretta e obbligata ad essere perfetta. Quanto di noi, in alcuni momenti della propria vita, si sono sentiti così? Se ci pensate, Victoria può essere davvero ognuno di noi: quando le aspettative degli altri su di noi diventano preponderanti rispetto a ciò che siamo, viviamo con un carico enorme fatto di obblighi e responsabilità che ci inducono a pensare che l’unico modo per essere amati ed accettati sia diventare perfetti,

Ma la salvezza di ognuno di noi risiede nella libertà di essere se stesso, passando da una visione di omologazione ad una normativa esterna ad una costruzione di proprie regole interne. Il viaggio di Victoria e di Vicky si rende così metafora del percorso e del processo di cambiamento che si realizza nella psicoterapia, un viaggio eccitante, seppur a volte scomodo, un viaggio liberatorio che le porterà a visitare terre inesplorate, scoprendo con occhi nuovi, una realtà diversa.

E che dire dell’amicizia travagliata di Victoria e Vicky? Le due amiche, durante il viaggio, capiranno di essere un tutt’uno e che solo insieme possono arrivare alla fine del loro viaggio alla scoperta della verità. Victoria e Vicky rappresentano i due diversi aspetti della nostra anima: Forza e Fragilità, Ragione e Sentimento. Victoria all’inizio, infatti, vive Vicky come la parte più fragile di sé, quella che non le permette di diventare perfetta; pensando che senza di lei diventerà invincibile, sceglie di rinchiuderla, nasconderla per sempre, abbandonarla. Quanti di noi, a volte, pensano come Victoria? Quanti dinoi si sono trovati a credere che l’unico modo per essere adeguati e giusti sia quello di nascondere le proprie fragilità ed i propri limiti? Ma Victoria, durante il viaggio, capirà quanto la sensibilità di Vicky sia preziosa e quanto, in più occasioni, l’abbia aiutata ad affrontare e superare gli ostacoli incontrati.

Invito alla lettura di questa favola, credendo fortemente che possa essere estremamente utile a stimolare riflessioni su alcuni aspetti di noi stessi, aiutando a prenderne consapevolezza e a far capire quanto il percorso psicoterapeutico sia uno strumento per affrontare il più bel viaggio che si possa fare: quello dentro se stessi.

Perchè un viaggio allo scoperta di sé, apre la strada a nuovi interessanti viaggi… Un viaggio che, finendo, crea nuovi meravigliosi inizi

Tratto da http://psicologonettunoanzio.it/favole-per-il-cambiamento-in-psicoterapia/ di Simona Baiocco Psicoterapeuta

 

Author Info

Simona Baiocco

Simona Baiocco

Psicologa Clinica e di Comunità, Psicoterapeuta ad indirizzo Strategico Integrato (Adulti – Adolescenti – Coppie – Gruppo) – Iscr. Albo Psicologi Lazio n. 14455